You are here: Home / Notizie / 2020

2020

Lettera al Presidente della Repubblica

In occasione della sua visita per la celebrazione di Padova Capitale Europea del Volontariato 2020, la CLAC scrive al Presidente della Repubblica Italiana riguardo lo sgombero ordinato il 15 gennaio 2020 dal sindaco di Padova Sergio Giordani

Document Actions

Share |

In viaggio con gli Speleologi CAI nella Padova Sotterranea

Il 2 febbraio il Mattino di Padova ha pubblicato un'intervista al nostro Adriano Menin, del Gruppo Speleologico Padovano CAI, che dà un'idea dell'immenso lavoro che questa associazione ha portato avanti per la Città di Padova in più di quarant'anni di attività, con uno sguardo al futuro non senza punti interrogativi a causa della attuale situazione della CLAC molto precaria e delicata

Document Actions

Share |

Il nostro progetto per l'ex Macello sul Mattino di Padova

Il 2 febbraio 2020 il Mattino di Padova ha pubblicato la nostra proposta per il futuro dell'ex Macello di Via Cornaro, un progetto che nasce dall'esperienza di 45 anni di attività associativa, didattica, progettuale e di cura da parte della CLAC nell'area dell'ex Macello

Document Actions

Share |

Francesco Spagna - Lo sgombero è un'ingiustizia

Le riflessioni del sociologo Francesco Spagna sullo sgombero del 15 gennaio

Document Actions

Share |

L'ex sindaco Gottardo: «Sergio, un grave errore»

Settimo Gottardo condanna il blitz ordinato dal sindaco Giordani il 15 gennaio: ricorda che la CLAC entrò all'ex Macello su autorizzazione del Comune, autorizzazione per la quale egli stesso si spese per primo, da assessore ai Lavori Pubblici, ricorda le molte battaglie portate avanti dalla Comunità per la città di Padova e i numerosi riconoscimenti che ha ricevuto nel tempo, anche dal Comune stesso. Nota bene, una volta per tutte: non siamo abusivi!

Document Actions

Share |

LO SGOMBERO DELLA CLAC!

Il 15 gennaio 2020 alle ore 7:00 il sindaco di Padova Sergio Giordani, per mezzo di un'ordinanza urgente di sgombero e con ingente dispiego di forze di polizia, con un'azione a sorpresa ma preparata da tempo negli uffici di Palazzo Moroni ci ha allontanati dagli spazi dell'ex Macello di Via Alvise Cornaro che sono in uso alla CLAC in base ad una concessione del Comune stesso del 1980: la sede è stata murata, senza un avvertimento e senza un'alternativa, dopo mesi di trattative e dialogo con l'amministrazione completamente ingannevoli

Il 15 gennaio 2020 la palazzina di destra dell'ex Macello di Padova, in Via cornaro 1 B, è stata sgomberata dalla polizia su ordinanza del sindaco di Padova Segrio Giordani.

Per tutta la mattina Via Cornaro, che collega due importanti arterie della viabilità cittadina, Via San Massimo e Via Gattamelata, è stata parzialmente chiusa al traffico per effettuare la suddetta operazione di sgombero coatto.

La motivazione dello sgombero risulta essere la dichiarazione di inagibilità della palazzina suddetta, trasmessa dal settore Lavori Pubblici al settore Patrimonio Partecipazioni e Avvocatura nonché al settore Polizia Locale e Protezione Civile in data 17/09/19 (prot. 368431).

Due settimane dopo, il 30/09/19, avviene l'incontro tra la maggioranza degli assessori della giunta comunale e le associazioni della CLAC, in cui presentiamo un progetto di rigenerazione degli spazi che prevede la ristrutturazione dello stabile e il ripristino delle attività nel Parco retrostante. In tale occasione, nessuna notifica dell'inagibilità ci viene consegnata.

Tale incontro nasce dalla necessità di chiarire una situazione storicamente precaria: per 45 anni associazioni di volontari si sono prese cura dell'area dell'ex Macello di Via Cornaro, senza mai ottenere un riconoscimento formale circa la gestione degli spazi, pur avendola a più riprese richiesta. É' fondamentale fare presente che mai è stata dichiarata un'occupazione abusiva degli edifici dell'ex Macello di Via Cornaro da parte della CLAC.

In data 15/10/19, il settore Patrimonio Partecipazioni e Avvocatura comunica al Sindaco la sussistenza dei presupposti per procedere all'emanazione di un'ordinanza di sgombero dei locali per la tutela dell'incolumità pubblica (prot. 409868).

In data 10/01/20 - sempre tenendoci all'oscuro - viene notificata alla Prefettura l'ordinanza di sgombero della struttura, di cui sopra. Nonostante nel frattempo il dialogo con l'istituzione continui, è fondamentale sottolineare che mai viene notificata alla parte in causa l'intenzione, poi attuata, di estrometterla dallo stabile, creando di fatto una situazione surreale nella quale si progettava un futuro già condannato in partenza a non avere mai luogo.

Il presunto carattere d'urgenza del procedimento non vincola alla notifica dello stesso, tuttavia la scelta di non avvisarci di quanto stava accadendo e il fatto che la dichiarazione di inagibilità è stata depositata in settembre la dicono lunga rispetto alla trasparenza e all'onestà con cui le trattative sono state portate avanti.

Arriviamo alla mattina del 15 gennaio, quando dalle ore 7:00 inizia l'operazione di «messa in sicurezza» dello stabile: per portarla a termine si è ritenuto necessario bloccare una via chiave per il traffico cittadino, convocare due reparti della celere in tenuta antisommossa, innumerevoli veicoli di vari corpi delle forze dell'ordine, alte cariche della Digos e, non da ultimo, la polizia veterinaria a tutela della colonia felina, riconosciuta dal comune, ospitata all'ex Macello!

Considerando che il dialogo tra le parti nasceva dalla condivisione della problematica e la richiesta, da parte della CLAC, di trovare soluzioni concertate per la messa in sicurezza dell'area, mai ci saremmo aspettati un'azione così estrema.

Essendo certi che le modalità scelte dall'amministrazione non fossero l'unica via percorribile, siamo convinti che l'azione mirasse ad altri fini. Consideriamo quindi questa azione molto grave nonché mirata a lanciare discredito sulle attività e le associazioni stesse della CLAC.

Davanti al blocco della celere, con molti soci CLAC e altre persone che sono venute ad esprimerci la loro vicinanza e solidarietà - che teniamo molto anche in questa sede a ringraziare - ci viene inizialmente comunicato che lo sgombero consiste solo nella rimozione di materiale dalla cucina, ma dopo poco ci rendiamo conto che le porte d'accesso alla palazzina vengono murate, ATTO NON PREVISTO DALL'ORDINANZA. Inoltre, lo apprendiamo solo in seguito, due porte di ingresso alla medesima palazzina, della quale la CLAC non possiede le chiavi, NON vengono murate.

Compresa la gravità della situazione e esigendo maggiori chiarimenti, ci dirigiamo in corteo verso Palazzo Moroni, sede del Comune, dove attuiamo un presidio informativo, ottenendo che una delegazione della CLAC venga ricevuta dall'assessore al Patrimonio Andrea Micalizzi.

Il presidio vede una grande partecipazione, coinvolgendo più di un centinaio di persone tra curiosi e singoli cittadini, membri di gruppi e associazioni che insieme a noi intessono le reti della solidarietà a Padova.

Si presentano i rappresentanti delle associazioni CLAC, che esprimono rabbia e indignazione rispetto al procedimento in atto, seguiti da interventi di partecipanti all'iniziativa.

Durante la manifestazione chiedono di prendere parola il vice sindaco Arturo Lorenzoni e l'assessora Marta Nalin, alla presenza dell'assessora Chiara Gallani, dichiarando che Coalizione Civica non era stata messa al corrente dell'ordinanza e aveva appreso la nodizia dello sgombero soltanto la mattina stessa. Inoltre, gli stessi prendono le distanze dalla "forzatura" verificatasi durante la mattinata ribadendo, tuttavia, a loro dire, la pericolosità dello stabile e la necessità di trovare soluzioni alternative quale la ricollocazione delle singole associazioni in altre sedi. Vengono dunque ignorate l'esigenza, da sempre espressa dalla CLAC, di rimanere unita e la relazione storica tra la Comunitè e il Luogo Antropologico che l'ex Macello di Via Cornaro costituisce da decenni e che la Comunità abita e cura dal 1975. Il vice sindaco e le assessore tengono ad assicurare la volontà di continuare il dialogo interrotto ma alle parole dovranno seguano i fatti!

Il presidio si chiude con il resoconto del Segretario Generale della CLAC Salvatore Gentile sull'incontro avvenuto all'interno degli uffici comunali: si riporta la promessa di un confronto a “stretto giro” con il Sindaco per definire il reinserimento delle associazioni nella palazzina.

Nell'attesa di un incontro faccia a faccia e con l'aspettativa che si instauri un vero dialogo costruttivo:

CHIEDIAMO le scuse formali del Sindaco per la gravità del gesto di forzatura e per la denigrazione che, anche a livello mediatico, ha seguito l'atto, dipingendo le associazioni della CLAC come occupanti abusive «di area antagonista», definizione che respingiamo nel modo più categorico

RIBADIAMO la nostra ferma volontà di riottenere in breve tempo l'accesso all'edificio che ieri 15/01/20 è stato sgomberato, in modo da poter essere parte attiva nel processo di ristrutturazione dello stesso e di rigenerazione di tutta l'area dell'ex Macello

CHIEDIAMO la formalizzazione del rapporto con il Comune e un confronto tecnico rispetto alla progettualità sugli spazi dell'ex Macello di Via Cornaro

SIAMO CONVINTI che una collaborazione tra le Associazioni della Comunità per le Libere Attività Culturali e il Comune di Padova possa risultare vantaggiosa per entrambe le parti: proponiamo modalità progettuali e di intervento già sperimentate da altre amministrazioni sul territorio italiano e europeo, convinti come siamo che le forme di partecipazione dal basso che incontrano l'impegno dell'amministrazione possano apportare benefici ed aprire la via per un proficuo dialogo tra cittadini e istituzioni.

LA CLAC NON SI FERMA!

Le nostre attività continueranno fuori e dentro l'ex Macello di Via Cornaro!

Document Actions

Share |

Comunicato 04/03/2020

COMUNICATO 04/03/2020

Mancano pochi giorni alla scadenza proposta dalla CLAC all'amministrazione per rendere ufficiali le dichiarazioni espresse durante l'incontro tenutosi il 13 Febbraio 2020 tra la CLAC, sindaco Giordani e gli assessori Colasio, Micalizzi, Nalin, Benciolini e Gallani.

Ecco un piccolo riepilogo dei punti attorno ai quali ci si è confrontati:

  • Il Sindaco, ascoltato il discorso che racconta gli elementi storici salienti, le attività svolte dalla CLAC nell'ultimo anno e il progetto per la rinascita dell'area, presentato già in settembre senza ricevere attenzione, dichiara di aver appreso elementi dei quali non era ancora a conoscenza.
  • Riferisce che, a maggior ragione, rispetto a quanto sapeva prima, la CLAC deve avere in futuro un ruolo determinante nel progetto di ripristino dell'area. Dichiara che in ogni caso il Comune ha un suo progetto in cantiere ormai da 3 anni rispetto a quegli spazi e che quindi ha studiato insieme all'assessora Marta Nalin una modalità per venire incontro alle esigenze di tutti. Verrà stipulata una convenzione con la Fondazione Innovazione Sociale di Bologna. Quest'ultima si occuperà di mediare tra la CLAC e gli altri soggetti che verranno interessati nel progetto.
  • L'assessore Colasio ci tiene a sottolineare come il Comune si è assunto l'onere e l'onore di dare seguito a ciò che la CLAC, nella figura di Francesco Piva, ha richiesto per anni: la creazione del museo dell'informatica, andando ad intervenire in una situazione ormai vicina al completo declino.

All'apparenza potrebbe sembrare che finalmente sia arrivato il riconoscimento che alla CLAC è sempre mancato rispetto al ruolo determinante in quell'area ma tanti sono i punti di domanda che sono rimasti irrisolti nonostante le 3 ore di incontro.

E' rimasto oscuro il progetto che il Comune ha in cantiere. L'assessore Colasio riferisce che quanto emerso sui giornali non corrisponde a verità e di non saper dare alcun dettaglio aggiuntivo sul progetto Cittadella della Scienza.

Il comune non si è assunto la responsabilità rispetto allo stato di declino in cui versa l'area e questo è il punto attorno al quale si gioca la battaglia per la verità tra CLAC e Comune.

Nonostante il progetto CLAC sia stato riconosciuto, negli anni, dalla Regione Veneto come Istituto di Interesse Locale in base alla Legge Regionale 05/11/1979 n. 82, e tutelato come Tesoro del Mondo nell'ambito del decennio Culturale 1988-97 dell'UNESCO, nonostante il Comune abbia permesso alla CLAC lo svolgimento delle proprie attività per 45 anni e goduto delle attività di rigenerazione dell'area che la CLAC ha svolto (restauro degli edifici che ospitano il Planetario e le mostre nella cosiddetta Cattedrale; la realizzazione del primo Parco Ecologico Didattico nella Regione Veneto), la CLAC non ha mai ottenuto un riconoscimento formale che attestasse la sua presenza ufficiale nell'area, mentre invece gli altri soggetti presenti e operanti all'ex Macello godono di una convenzione che permette loro di sviluppare i propri progetti.

La CLAC ha più volte proposto all'amministrazione la partecipazione a bandi per ottenere fondi che permettessero di investire per svolgere i lavori di manutenzione delle aree verdi e degli edifici ma le amministrazioni che si sono succedute si sono sempre rifiutate. Ha proposto l'adozione dell'area con un progetto di censimento e catalogazione delle piante per il ripristino del parco didattico con l'esito di essere in una prima fase approvato dal comune nel 2013 e successivamente dalla Soprintendenza, ma poi rifiutato, nel 2018. Si è proposta per svolgere almeno i piccoli lavori di manutenzione dell'impianto elettrico, di rimozione dei controsoffitti e di innalzamento delle balaustre della palazzina dove, in seguito alla preclusione all'utilizzo delle sedi nel parco (dovuta anch'essa alla mancata manutenzione del verde da parte dell'ente pubblico che ne è responsabile), svolgeva le attività ma le richieste sono state ignorate. E proprio per questi motivi (impianto elettrico, balaustre, controsoffitti), e non perché la palazzina abbia problemi strutturali, è stata sgomberata a mezzo di polizia, senza ricevere alcuna comunicazione a riguardo.

“Purtroppo è mancata un'assunzione di responsabilità dell'amministrazione rispetto allo stato in cui versa l'area” dichiara Gentile.

“Inoltre la CLAC si chiede come mai venga data priorità ad un progetto non ancora presentato e non sia stato nemmeno preso in considerazione il progetto che la CLAC ha illustrato al Comune in data 30 settembre 2019 per trovare insieme delle soluzioni per le problematiche che hanno poi portato alla risoluzione tramite sgombero”. “A nostro avviso questo atteggiamento dell'amministrazione è significativo di quanto poco la politica rappresenti gli interessi dei cittadini e continui ad essere simile ad una gestione feudale della cosa pubblica in cui il signore concede al proprio vassallo un feudo a discapito degli interessi e dell'impegno posto dal popolo”.

Si è pertanto deciso di far seguire all'incontro una lettera che favorisca l'ufficializzazione delle aperture emerse in sede di incontro nei confronti della CLAC.

Quali le richieste della CLAC al primo cittadino?

  • La CLAC chiede di essere finalmente riconosciuta a livello ufficiale per la sua presenza nell'area e in particolare nelle sedi da cui è dovuta gradualmente uscire (ex Sede Scout, ex sede LMC, ex sede Gruppo Speleologico – Cai, palazzina), mediante una dichiarazione formale che sancisca il suo rientro in questi spazi, non appena saranno resi nuovamente agibili.
  • Chiede di non essere sradicata dall'area e di poter svolgere attività nelle aree esterne, mediante l'approvazione di un progetto simile nelle caratteristiche ad altre situazioni avvallate e promosse dall'amministrazione (Parco Milcovic, Giardini dell'Arena e Piazzetta Gasparotto, solo per citare alcuni casi). Il fatto di poter programmare una stagione di attività culturali e artistiche complementari rispetto all'offerta del Planetario e delle mostre che si svolgono in cattedrale, permetterebbe alla CLAC di mantenere il suo legame con l'area dell'ex Macello e di reperire parte dei fondi necessari a svolgere i primi lavori per la messa in sicurezza della palazzina e del verde.
  • Chiede di poter avere una sede, anche in una piccola parte degli spazi interni ancora agibili.
  • Chiede di poter proseguire nelle attività di custodia del materiale che la CLAC ha aiutato a catalogare e custodire per decenni e che servirà a sviluppare il progetto “Museo dell'Informatica”, oltre che di rientrare in possesso dei 20.000 volumi murati dentro la palazzina e con i quali si stava cominciando a costruire la progettualità della biblioteca per l'infanzia multilingua insieme all'Associazione Mi Leggi: diritti ad alta voce.
  • Chiede di essere messa a conoscenza del Progetto Cittadella della Scienza e degli attori con i quali si dovrà confrontare nel percorso di progettazione partecipata.

In sede di incontro il sindaco non ha voluto dare risposte nette rispetto a queste richieste. Dovrà prima confrontarsi con la giunta. Ha ribadito più volte però che d'ora in poi nella gestione del progetto di rigenerazione dell'area si proseguirà “insieme”. Ci auguriamo pertanto che le ragionevoli richieste, portate a seguito di un intervento risolutivo poco dialogante dell'amministrazione, ricevano una risposta positiva, così da poter veramente ripartire “insieme” in un processo in cui la creatività civica che ha permesso all'area dell'ex Macello, non solo di salvarsi dal declino ma di divenire uno dei fiori all'occhiello della città di Padova, venga finalmente premiata e il mondo dell'associazionismo possa collaborare con il Comune nel rendere Padova una città all'avanguardia in ambito di rigenerazione urbana partecipata.

Document Actions

Share |

Document Actions

Share |
Il Parco Didattico dell'Ex Macello
image
Immagini raccolte dai naturalisti e agronomi della CLAC in occasione del censimento di primavera 2013
La maglietta della CLAC
davanti
Prenota la maglietta!
« December 2019 »
December
MoTuWeThFrSaSu
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031
Active Users
Tag Cloud
Logo Popwifi Logo Fibersurf

 

La CLAC ringrazia ASDASD per la fornitura a titolo gratuito del servizio di connettività