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Museo Didattico di Storia dell'Informatica

Museo Didattico di Storia dell'Informatica

La collezione di Elaboratori elettronici, iniziata negli anni '80, consta oggi di più di 400 calcolatori, alcuni dei quali sono stati definiti veri "quadri d'autore" dagli esperti dell'Università di Padova, per sottolinearne il valore; tra questi è conservato anche uno dei primi calcolatori digitali a valvole costruito in Italia, costruito proprio a Padova all'inizio degli anni '60 e chiamato la Macchina di Statistica perché fu destinato ad attività di calcolo presso la Facoltà dell'Ateneo patavino. La Macchina di Statistica è considerata la sorella minore della più nota Calcolatrice Elettronica Pisana (CEP) attualmente conservata nel Museo degli Strumenti per il Calcolo della Fondazione Galileo Galilei di Pisa il quale, in una singolare analogia con Padova, ha sede anch'esso presso l'ex Macello cittadino che è una struttura solo di poco successiva a quella padovana e con un'architettura straordinariamente simile.

Tra gli strumenti scientifici più importanti citiamo le preziose raccolte di vetrini degli anni '20 del secolo scorso, alcune grandi carte anatomiche del XIX secolo e una macchina stereo-cartografica Santoni del 1951, di estrema precisione meccanico ottica superata ora solo dal laser e di valore inestimabile.

La collezione non è mai stata intesa secondo la concezione tradizionale di "museo", cioè come una raccolta statica di materiale pur prezioso ma avvicinabile solo da dietro un vetro. Al contrario è sempre stata considerata parte integrante del Laboratorio Culturale della CLAC e quindi un laboratorio essa stessa, da mettere a disposizione delle persone interessate a studiarla dal vivo, sperimentare e, quando possibile, anche intervenire e recuperare in funzione gli strumenti.

Così negli anni si è fatto il possibile per rendere questo materiale disponibile per la visita e lo studio sia da parte di esperti e appassionati che da parte delle scolaresche, che sono intervenute con centinaia di alunni in decine di visite guidate. Alcune decine di elaboratori tra i più recenti sono stati oggetto, nei primi anni Duemila, di uno specifico progetto di recupero funzionale denominato ReFun tramite la descrizione dettagliata dell'elaboratore e della tecnica di recupero utilizzata e quindi tramite l'installazione di moderno Software Libero .

Da qui il nome che si è voluto dare alla collezione: Museo Didattico di Storia dell'Informatica, proprio per sottolinearne la caratteristica di laboratorio attivo.

Azioni sul documento

Il Parco Didattico dell'Ex Macello
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Immagini raccolte dai naturalisti e agronomi della CLAC in occasione del censimento di primavera 2013
La maglietta della CLAC
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La CLAC ringrazia ASDASD per la fornitura a titolo gratuito del servizio di connettività