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Comunicato 04/03/2020

COMUNICATO 04/03/2020

Mancano pochi giorni alla scadenza proposta dalla CLAC all'amministrazione per rendere ufficiali le dichiarazioni espresse durante l'incontro tenutosi il 13 Febbraio 2020 tra la CLAC, sindaco Giordani e gli assessori Colasio, Micalizzi, Nalin, Benciolini e Gallani.

Ecco un piccolo riepilogo dei punti attorno ai quali ci si è confrontati:

  • Il Sindaco, ascoltato il discorso che racconta gli elementi storici salienti, le attività svolte dalla CLAC nell'ultimo anno e il progetto per la rinascita dell'area, presentato già in settembre senza ricevere attenzione, dichiara di aver appreso elementi dei quali non era ancora a conoscenza.
  • Riferisce che, a maggior ragione, rispetto a quanto sapeva prima, la CLAC deve avere in futuro un ruolo determinante nel progetto di ripristino dell'area. Dichiara che in ogni caso il Comune ha un suo progetto in cantiere ormai da 3 anni rispetto a quegli spazi e che quindi ha studiato insieme all'assessora Marta Nalin una modalità per venire incontro alle esigenze di tutti. Verrà stipulata una convenzione con la Fondazione Innovazione Sociale di Bologna. Quest'ultima si occuperà di mediare tra la CLAC e gli altri soggetti che verranno interessati nel progetto.
  • L'assessore Colasio ci tiene a sottolineare come il Comune si è assunto l'onere e l'onore di dare seguito a ciò che la CLAC, nella figura di Francesco Piva, ha richiesto per anni: la creazione del museo dell'informatica, andando ad intervenire in una situazione ormai vicina al completo declino.

All'apparenza potrebbe sembrare che finalmente sia arrivato il riconoscimento che alla CLAC è sempre mancato rispetto al ruolo determinante in quell'area ma tanti sono i punti di domanda che sono rimasti irrisolti nonostante le 3 ore di incontro.

E' rimasto oscuro il progetto che il Comune ha in cantiere. L'assessore Colasio riferisce che quanto emerso sui giornali non corrisponde a verità e di non saper dare alcun dettaglio aggiuntivo sul progetto Cittadella della Scienza.

Il comune non si è assunto la responsabilità rispetto allo stato di declino in cui versa l'area e questo è il punto attorno al quale si gioca la battaglia per la verità tra CLAC e Comune.

Nonostante il progetto CLAC sia stato riconosciuto, negli anni, dalla Regione Veneto come Istituto di Interesse Locale in base alla Legge Regionale 05/11/1979 n. 82, e tutelato come Tesoro del Mondo nell'ambito del decennio Culturale 1988-97 dell'UNESCO, nonostante il Comune abbia permesso alla CLAC lo svolgimento delle proprie attività per 45 anni e goduto delle attività di rigenerazione dell'area che la CLAC ha svolto (restauro degli edifici che ospitano il Planetario e le mostre nella cosiddetta Cattedrale; la realizzazione del primo Parco Ecologico Didattico nella Regione Veneto), la CLAC non ha mai ottenuto un riconoscimento formale che attestasse la sua presenza ufficiale nell'area, mentre invece gli altri soggetti presenti e operanti all'ex Macello godono di una convenzione che permette loro di sviluppare i propri progetti.

La CLAC ha più volte proposto all'amministrazione la partecipazione a bandi per ottenere fondi che permettessero di investire per svolgere i lavori di manutenzione delle aree verdi e degli edifici ma le amministrazioni che si sono succedute si sono sempre rifiutate. Ha proposto l'adozione dell'area con un progetto di censimento e catalogazione delle piante per il ripristino del parco didattico con l'esito di essere in una prima fase approvato dal comune nel 2013 e successivamente dalla Soprintendenza, ma poi rifiutato, nel 2018. Si è proposta per svolgere almeno i piccoli lavori di manutenzione dell'impianto elettrico, di rimozione dei controsoffitti e di innalzamento delle balaustre della palazzina dove, in seguito alla preclusione all'utilizzo delle sedi nel parco (dovuta anch'essa alla mancata manutenzione del verde da parte dell'ente pubblico che ne è responsabile), svolgeva le attività ma le richieste sono state ignorate. E proprio per questi motivi (impianto elettrico, balaustre, controsoffitti), e non perché la palazzina abbia problemi strutturali, è stata sgomberata a mezzo di polizia, senza ricevere alcuna comunicazione a riguardo.

“Purtroppo è mancata un'assunzione di responsabilità dell'amministrazione rispetto allo stato in cui versa l'area” dichiara Gentile.

“Inoltre la CLAC si chiede come mai venga data priorità ad un progetto non ancora presentato e non sia stato nemmeno preso in considerazione il progetto che la CLAC ha illustrato al Comune in data 30 settembre 2019 per trovare insieme delle soluzioni per le problematiche che hanno poi portato alla risoluzione tramite sgombero”. “A nostro avviso questo atteggiamento dell'amministrazione è significativo di quanto poco la politica rappresenti gli interessi dei cittadini e continui ad essere simile ad una gestione feudale della cosa pubblica in cui il signore concede al proprio vassallo un feudo a discapito degli interessi e dell'impegno posto dal popolo”.

Si è pertanto deciso di far seguire all'incontro una lettera che favorisca l'ufficializzazione delle aperture emerse in sede di incontro nei confronti della CLAC.

Quali le richieste della CLAC al primo cittadino?

  • La CLAC chiede di essere finalmente riconosciuta a livello ufficiale per la sua presenza nell'area e in particolare nelle sedi da cui è dovuta gradualmente uscire (ex Sede Scout, ex sede LMC, ex sede Gruppo Speleologico – Cai, palazzina), mediante una dichiarazione formale che sancisca il suo rientro in questi spazi, non appena saranno resi nuovamente agibili.
  • Chiede di non essere sradicata dall'area e di poter svolgere attività nelle aree esterne, mediante l'approvazione di un progetto simile nelle caratteristiche ad altre situazioni avvallate e promosse dall'amministrazione (Parco Milcovic, Giardini dell'Arena e Piazzetta Gasparotto, solo per citare alcuni casi). Il fatto di poter programmare una stagione di attività culturali e artistiche complementari rispetto all'offerta del Planetario e delle mostre che si svolgono in cattedrale, permetterebbe alla CLAC di mantenere il suo legame con l'area dell'ex Macello e di reperire parte dei fondi necessari a svolgere i primi lavori per la messa in sicurezza della palazzina e del verde.
  • Chiede di poter avere una sede, anche in una piccola parte degli spazi interni ancora agibili.
  • Chiede di poter proseguire nelle attività di custodia del materiale che la CLAC ha aiutato a catalogare e custodire per decenni e che servirà a sviluppare il progetto “Museo dell'Informatica”, oltre che di rientrare in possesso dei 20.000 volumi murati dentro la palazzina e con i quali si stava cominciando a costruire la progettualità della biblioteca per l'infanzia multilingua insieme all'Associazione Mi Leggi: diritti ad alta voce.
  • Chiede di essere messa a conoscenza del Progetto Cittadella della Scienza e degli attori con i quali si dovrà confrontare nel percorso di progettazione partecipata.

In sede di incontro il sindaco non ha voluto dare risposte nette rispetto a queste richieste. Dovrà prima confrontarsi con la giunta. Ha ribadito più volte però che d'ora in poi nella gestione del progetto di rigenerazione dell'area si proseguirà “insieme”. Ci auguriamo pertanto che le ragionevoli richieste, portate a seguito di un intervento risolutivo poco dialogante dell'amministrazione, ricevano una risposta positiva, così da poter veramente ripartire “insieme” in un processo in cui la creatività civica che ha permesso all'area dell'ex Macello, non solo di salvarsi dal declino ma di divenire uno dei fiori all'occhiello della città di Padova, venga finalmente premiata e il mondo dell'associazionismo possa collaborare con il Comune nel rendere Padova una città all'avanguardia in ambito di rigenerazione urbana partecipata.

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