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Chi si occupa del Parco dell'ex Macello?

Il 27 giugno abbiamo presentato alla Procura della Repubblica un esposto per la salvaguardia della collezione di calcolatori del Museo Didattico di Storia dell'Informatica Amici dei Tesori del Mondo FMACU UNESCO e per la tutela degli Stagni artificiali del Parco Didattico, il 3 agosto lo abbiamo integrato con una nota sugli Stagni e il 4 agosto ne abbiamo presentato un altro specifico per un grande pioppo che si trova vicino al cantiere di restauro, che è inspiegabilmente morto nel giro di poche settimane... Ebbene: CHI si preoccupa del Parco Didattico dell'ex Macello? Il Comune o LA CLAC?

7 agosto 2020

Care amiche e cari amici,

come Voi ben sapete il 27 giugno abbiamo presentato un esposto per richiamare l'attenzione sulle operazioni di restauro dell'ex Stalla di sosta bovini, sede del Museo Didattico di Storia dell'Informatica Amici dei Tesori del Mondo FMACU UNESCO e sulla tutela delle macchine del Museo durante il restauro. Avevamo anche inserito una richiesta riguardante gli Stagni artificiali del Parco Didattico, che non possono restare senz'acqua.

La tutela degli Stagni artificiali

Gli Stagni artificiali dell'ex Macello da una trentina d'anni, assieme ad altri biotopi, sono elemento integrante del Parco Didattico e da allora costantemente presidiati dalla CLAC, anche dopo il diradarsi delle attività didattiche perché necessitano di costante apporto di acqua. Il flusso può essere ridotto ma deve essere costante affinché non si secchino e gli anfibi che li abitano non abbiano a soffrirne -- in particolare due specie di tritoni (Triturus carnifex e Lissotriton vulgaris), la rana verde (Pelophylax esculentus) e il rospo smeraldino (Bufo viridis).

Ricordiamo che stiamo parlando di un'area, quella dell'ex Macello di Via Cornaro, che è sottoposta a Vincolo Paesaggistico (l'unica, in Padova, ad avere il doppio vincolo, Architettonico e Paesaggistico, assieme ai Giardini dell'Arena che ospitano la Cappella degli Scrovegni) e che l'area del Parco Didattico, dove si trovano gli Stagni, è interdetta al pubblico, quindi anche a noi della CLAC, da molti mesi.

Poco prima dell'inizio dei lavori di restauro dell'ex Stalla bovini gli stagni erano regolarmente colmi come nella foto:

Il primo bacino degli Stagni quando è pieno d'acqua

Il 3 agosto 2020 ci è stato riferito da persone autorizzate ad accedere all'area che "gli stagni sono secchi da due settimane"!!

Ci siamo attivati immediatamente, abbiamo chiamato i Carabinieri Forestali di Padova e alle 16:40 abbiamo presentato un'integrazione all'esposto del 27 giugno per sollecitare la verifica immediata della situazione.

Siamo tutti uguali? Qualcuno è sempre più "uguale" degli altri!

Chi ha accesso al Parco ha verificato che la condotta che da trent'anni riforniva d'acqua gli stagni è stata scollegata dal suo rubinetto e il rubinetto è stato messo fuori uso. Al contempo, le stesse persone hanno verificato che un'altra condotta è stata collegata ad un rubinetto più a monte, una condotta che porta nella grande Sala di esposizione, dove è attualmente in corso una mostra, con corsi a pagamento, condotta dall'associazione Accademia dell'affresco in collaborazione con il Comitato per il Planetario - entrambe realtà che a tutt'oggi ci risultano prive di concessione per operare all'ex Macello, Su quest'ultimo piccolo "dettaglio" e su questioni non secondarie di "ordine pubblico" abbiamo chiesto spiegazioni urgenti al sindaco Giordani tramite PEC.

L'amministrazione persevera nella linea del silenzio più assoluto con la CLAC, la stessa linea del Marchese del Grillo, con la differenza che questi si assumeva la responsabilità di dire apertamente ai popolani come la pensava...

A queste considerazioni aggiungiamo che l'associazione Accademia dell'affresco ad oggi continua a dichiarare sul suo sito la sua affiliazione alla CLAC benché sia decaduta dallo stato di Consociata il 3 giugno 2019 e sia già stata diffidata dall'utilizzare il nome e il logo della CLAC: ci pare un attaccamento piuttosto bizzarro da parte di chi per lunghi anni ha fatto di tutto per corrodere e minare in ogni modo l'esistenza stessa della nostra Comunità!

Tornando agli stagni, abbiamo avuto un riscontro fattivo dai Carabinieri Forestali, ai quali siamo molto grati. Nulla da parte del Comune. Due giorni dopo siamo stati informati che l'impresa incaricata del restauro della ex Stalla di sosta, sede del Museo, compresa la difficoltà in cui il biotopo versava, segnalata da nostri simpatizzanti, ha pensato bene, bontà sua e di sua iniziativa, di ripristinare a sue spese un rubinetto e ha ricollegato la condotta originale per l'alimentazione degli stagni! Siamo molto grati al personale dell'impresa per il loro interessamento e per la loro sensibilità e lo abbiamo testimoniato direttamente.

Il grande Pioppo: un grande amico morto in poche settimane!

Ma non è finita: mentre ci stavamo attivando per salvare gli stagni dalla disidratazione abbiamo verificato che uno dei grandi pioppi (Populus alba) sul fianco Ovest dell'edificio in restauro è rinsecchito totalmente ed il fatto si è verificato nel giro di poche settimane! E' l'albero che si vede al centro, nella foto:

Il Pioppo morto inspiegabilmente nel 2020

Com'è possibile? A giugno era rigoglioso e non mostrava segni evidenti di sofferenza.

Nutriamo forti dubbi che questa morte sia avvenuta per cause naturali, abbiamo viceversa il forte sospetto che sia stata causata dall'intervento mirato di qualcuno, cioè che l'albero monumentale sia stato avvelenato. Ma CHI potrebbe avere interesse ad eliminare un albero così, per di più in una zona così speciale come l'ex Macello, che è protetta dal Vincolo Paesaggistico??

Nel dubbio abbiamo pensato di coinvolgere nuovamente la magistratura con un secondo esposto, specificatamente per il Pioppo, chiedendo di indagare per determinare se i nostri sospetti hanno fondamento.

Il Pioppo morto inspiegabilmente nel 2020

L'amministrazione tace

Siamo ancora in attesa che l'amministrazione comunale cominci a dare qualche risposta alle domande che dal 14 febbraio giacciono sui suoi tavoli e che smetta di fare differenze tra i cittadini che per qualsiasi motivo considera "amici" e quelli che non considera allineati nelle sue "schiere".

Oppure, se non intende farlo, che abbia il coraggio delle proprie azioni e lo dica, e che dica perché, che non nasconda sotto falsi pretesti, che non si reggono in alcun modo, i silenzi e le sperequazioni che mette in atto.

La CLAC, che ha presidiato ininterrottamente l'area per più di 40 anni, è stata sgomberata dall'ex Macello sulla base di motivi del tutto pretestuosi di "sicurezza" ma tiene così tanto al destino di questo Tesoro di Padova e Tesoro del Mondo FMACU-UNESCO che lo difende con le unghie e con i denti anche quando le viene vietato l'accesso, come l'uomo tuttofare di una casa che, licenziato dopo molti lustri da un padrone ingrato, è talmente attaccato alla casa da cui è stato estromesso che... si mette a riparare il tetto!

Tutto ciò è grottesco.

L'iter della proposta di Adozione del Parco e il dietro front degli assessori

Il Parco Didattico non si trova per caso nelle condizioni in cui si trova: nell'estate 2004 e nel settembre 2013 operai incaricati dal Comune, con il pretesto di ridurre le alberature più pericolose, entrarono senza preavviso nel Parco con mezzi pesanti -- assolutamente non necessari, e in primavera avevano promesso che non li avrebbero usati! -- e compirono un vero scempio del lavoro che i volontari della CLAC avevano realizzato in decenni dando vita al primo Parco Didattico di Ecologia ed Educazione Ambientale d'Italia!

Poco prima del secondo scempio, nella primavera del 2013, la CLAC aveva condotto, con grande impegno dei suoi volontari naturalisti, botanici e forestali, uno studio ambientale completo sull'area del Parco; tale studio si tradusse nella domanda di Affidamento in Adozione che presentammo in novembre sulla base dello strumento apposito predisposto dal Comune e che l'allora assessore al Verde Pubblico Andrea Micalizzi affidò all'ufficio di Gianpaolo Barbariol per il prosieguo della pratica.

La pratica venne temporaneamente... sospesa sotto l'amministrazione Bitonci, in attesa del benestare della Soprintendenza -- formalmente necessario essendo l'area vincolata, benché non avessimo previsto interventi invasivi -- ma poi non ricevette più nessuna considerazione, nonostante le reiterazioni, dalla successiva amministrazione Giordani, e nonostante nel frattempo il benestare della Soprintendenza fosse arrivato.

L'amministrazione non si è mai degnata di mettere nero su bianco perché il nostro progetto non poteva più andare avanti.

Venne di fatto bocciato, a parole, nella riunione del 6 aprile 2018, presenti gli assessori Colasio, Gallani e Micalizzi, quando -- dopo che avevamo presentato l'ennesima revisione, comprensiva del reperimento di un finanziamento per realizzarlo -- l'assessore Colasio disse che il nostro progetto di adozione del Parco Didattico non poteva essere realizzato perché all'ex Macello doveva realizzare il suo progetto, che ambiva ad un fondo europeo di 8 milioni di Euro e aveva ricevuto da due imprenditori diversi la richiesta di aprire un ristorante nell'area. Gli assessori Gallani e Micalizzi non fiatarono.

Ricordiamo che il nostro progetto di Adozione del Parco prevedeva solo opere di manutenzione e valorizzazione dell'area verde, non avrebbe coinvolto gli edifici pertanto sarebbe potuto essere perfettamente compatibile con qualsiasi altro progetto che si concentrasse sugli edifici.

La nostra proposta quindi non fu mai degnata di una risposta nel merito, fu semplicemente lasciata cadere nel silenzio in base al diniego proferito quel pomeriggio dell'assessore Colasio, che il nostro progetto non l'aveva nemmeno letto ma al cui volere tutta la coalizione si prostrò, come fa ancora oggi -- compreso l'assessore Micalizzi, che cinque anni prima aveva di fatto approvato la prima versione del progetto, compresa l'assessora Gallani, che il 2 novembre 2017 ci aveva dato il suo parere positivo, chiedendoci solo di aggiornare i dati, cosa che per il 6 aprile 2018 avevamo fatto.

Conclusioni

Dallo scempio del settembre 2013 gli uffici del Comune -- segnatamente l'Edilizia Monumentale, a cui è assegnata l'area del Parco -- hanno interrotto il censimento delle alberature e non hanno più effettuato alcun intervento di manutenzione se non l'abbattimento, nel 2019, di un alberello perfettamente sano perché qualcuno disse che era troppo inclinato (!!!)

L'area del Parco è stata quindi abbandonata a se stessa, evidentemente in modo intenzionale, per poter poi dire -- quando si sono verificati i primi incidenti -- che non era più sicura e le associazioni dovevano uscire..

Questo è il metodo adottato negli anni dall'ufficio dell'Edilizia Monumentale e oggi avallato dal sindaco Giordani e dai suoi assessori, nessuno escluso.

Da quando la CLAC, che per più di quarant'anni ha presidiato l'area, è stata estromessa dal Parco e poi dalla palazzina si sono verificati tre episodi di furto con scasso che hanno procurato non pochi danni e un episodio di vandalismo che ha colpito la nostra Consociata Movimento per la Decrescita Felice.

Di converso, a dispetto di questa situazione di degrado, la CLAC vigila, si informa e come può interviene, per difendere con le unghie e con i denti questo Tesoro di Padova e Tesoro del Mondo FMACU-UNESCO.

Il Parco Didattico dell'Ex Macello
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Immagini raccolte dai naturalisti e agronomi della CLAC in occasione del censimento di primavera 2013
La maglietta della CLAC
davanti
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